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Un’alternativa semplice e veloce per il pranzo di Natale? Ecco la mia ricetta smart, pronta in 15 minuti!

di Pina Siotto, per il blog Vegetaliana di Bologna Today, 9 Dicembre 2021

Un’alternativa semplice e veloce per il pranzo di Natale? O per i giorni precedenti, quando si rientra a casa tardi dalla ricerca dei regali? O quando, come me, siete multitasking e avete tante cose da fare contemporaneamente? 

Oggi mentre davo da mangiare al kombucha, innaffiavo i germogli, rinfrescavo la pasta madre, mettevo a fermentare i limoni e preparavo la bevanda di mandorle, mi sono resa conto che era già ora di pranzo e ancora niente bolliva in pentola. 
Di pronto solo la parte fibrosa che rimane dopo la spremitura del succo bianco, grasso e dolcissimo delle mandorle. 
Mi è venuto in mente che in dispensa avevo del pane carasau e che potevo risolvere il pranzo con un piatto veloce che si faceva in famiglia quando ero ragazzina, il pane vrattau!

Ho creato una sorta di condimento simile al formaggio utilizzando le rimanenze del latte vegetale di mandorle (quello che in giapponese si chiama okara, riferito alla preparazione del latte di soia) condite con lievito alimentare in scaglie, olio evo, un poco di sale. E siccome mi mancava il piccante che si trova nel pecorino utilizzato per il pane vrattau, ho messo un cucchiaino di salsa negra, a base di aglio nero e peperoncino bruciato, che ha anche una leggera nota acidula conferita dall’agrume (io avevo usato il bergamotto).

Con un cipollotto fresco e la dolcissima salsa di pomodoro Pomilla di Camilla Emporio di Comunità, ho preparo una salsa leggera, aromatizzata con una foglia d’alloro, dell’amico albero che tutte le mattine mi saluta affacciandosi alla finestra. 

Ho fatto bollire per qualche minuto un pezzetto di tofu morbido in acqua speziata alla curcuma e poco sale.

Poi ho costruito il piatto, componendo strati di pane carasau conditi con la salsa di pomodoro, una spolverata di finto formaggio alle mandorle, olio evo (abbondante) e in cima a tutto il tofu scaldato. Ho chiuso la preparazione spolverando il tofu, morbido come le uova, con un pizzico di sale kala malak, il sale nero dal sapore sulfureo di origine indiana, che ho trovato nel negozietto pakistano vicino a casa mia. 

E così in soli 15 minuti ho preparo un pranzo, nato dal semplice ricordo di un piatto dell’infanzia, a base di pane carasau, pecorino e uova in camicia, che mi ha portato in giro per il mondo, alla ricerca di sapori familiari. 
Una piccola nota sul sale kala malak: il ragazzo che me lo ha venduto, mi ha decantato le sue proprietà eccezionali, antisettiche e antinfiammatorie per la bocca e l’apparato digerente. La sperimentazione è solo all’inizio!

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